
Artisti presenti in galleria

Primo Formenti
Primo Formenti nasce a Palazzolo sull’Oglio (Brescia) nel 1941, dove vive e lavora tuttora. La sua carriera artistica prende avvio negli anni ’60 a Parigi, immerso nel fermento culturale dell’epoca, esperienza che influenza profondamente la sua ricerca sul colore e sulla materia.
Negli anni ’70 aderisce al gruppo “E”, sviluppando una tecnica pittorica simile all’affresco, con opere caratterizzate da temi astratti come Giocando, Le Donne, Manifesti Immaginari e Rapporti. Tra il 1987 e il 1996 collabora con il gruppo Disarmonie Espressioniste, fondato da Daniela Palazzoli e Giovanni Repossi, creando composizioni dove colore, materia e oggetto si alternano in un equilibrio dinamico.
Particolarmente significative sono le sue Steli, grandi forme di legno dipinto in cui la struttura geometrica convive con un impasto cromatico denso e sfumato. Dal 1997 si dedica ai Racconti, opere in cui la narrazione diventa astratta, e sperimenta anche il vetro d’artista, dove elementi cromatici dialogano attraverso linee decise e intrecci di trama.
Le sue mostre personali si sono svolte nelle principali città italiane ed estere, tra cui Milano, Venezia, Roma, Rotterdam, Stoccolma, Vienna, Chicago, Parigi, Bruxelles, Barcellona, Zagabria e Rio de Janeiro.
Primo Formenti è un artista che utilizza la pittura come voce interiore, esplorando il mondo con sensibilità e profondità. Le sue opere, tra figurativo e astratto, materia e trasparenza, offrono esperienze visive intense e intime, in cui luce, colore e gesto si fondono in un linguaggio coerente e in continua evoluzione. Non si limita a rappresentare: interpreta, trasforma e suggerisce, creando quadri che parlano di memoria, silenzi e attese, sintetizzando tradizione pittorica italiana e sperimentazioni contemporanee.
Presente in numerose esposizioni e collezioni private, continua il suo percorso con coerenza e rinnovata ispirazione, fedele al principio che la pittura è ricerca, necessità e vita.
Luigi Basile
Luigi Basile nasce a Crotone nel 1981, terra dell’antico promontorio della Magna Grecia. Fin da bambino manifesta una forte inclinazione per il disegno e le arti manuali, ispirato dall’attività sartoriale della madre.
Dopo il diploma all’Istituto Statale d’Arte di San Giovanni in Fiore (CS) nella sezione Oreficeria e Arte dei Metalli, Basile approfondisce la tecnica dello sbalzo su rame, perfezionando successivamente le competenze scultoree sotto la guida del Maestro Antonio Cersosimo. La sua ricerca personale integra armoniosamente rame, olio su tela, bronzo e marmo, dando vita a un linguaggio artistico unico, tra tradizione e innovazione.
Dal 1999 sviluppa un percorso caratterizzato da sperimentazione e raffinata cura materica. Le sue opere, spesso basate sul binomio rame-olio, si distinguono per effetti cromatici sorprendenti ottenuti tramite ossidazioni controllate e texture ricche e tattili. Le figure umane ritratte nei suoi lavori non sono semplici silhouette: compongono scenari in movimento, sinuosi e vibranti, capaci di trasmettere emozioni profonde e suscitare riflessioni nello spettatore.
Il suo percorso espositivo lo porta a presentare opere in importanti città italiane e internazionali, tra cui Milano, Roma, Parigi, Shanghai, Monaco, Montecarlo, Mosca e San Pietroburgo. Le sue creazioni sono presenti in collezioni pubbliche e private, sia in Italia sia all’estero. Nel dicembre 2023 partecipa al prestigioso Premio Artista d’Europa, presentando l’opera “L’immensità del Duomo” (cm 50×60) al Teatro San Babila di Milano, ricevendo un attestato di merito: un lavoro che riflette la sua ricerca sulle figure umane unite nel movimento e nella spiritualità.
Dal 13 ottobre 2022 Basile realizza il suo sogno inaugurando la personale Galleria d’Arte a Legnano (MI), via Roma 131, dove affianca alle opere personali anche progetti su commissione, dal design araldico a creazioni monumentali personalizzate.
Luigi Basile è un artista che coniuga la tradizione artigianale con la visione contemporanea, dando vita a opere materiche, emotive e narrative, capaci di lasciare un segno indelebile nel cuore di chi le osserva.

PRESS
hanno scritto di lui:
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Vittorio Sgarbi – Aurelien Facente
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Valeria Marini – Corrado Macrì
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Alba Amato – Luciana Trancedi
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Giuseppe Guarascio – Daniela Macrì
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Della Vedova – Donato Carissimo
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Antonio Cersosimo –Antonella Palermo
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Marpanoza – Martucci – Aoristias
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Guglielmino Iona – V.Timpano
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Giuffrida – Francesco Palmieri
articoli consultabili qui

Antonio Cugnetto
Antonio Cugnetto, nato a Lamezia Terme nel 1983, dopo il diploma al Liceo Artistico di Catanzaro si trasferisce a Firenze, dove nel 2007 si laurea in Pittura Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti e avvia una ricerca artistica personale e riconoscibile. Nonostante la giovane età, vanta una partecipazione costante a rassegne, collettive e concorsi nazionali, tra cui il Festival Muv Digital Video (2006), Arte Fiera Off (2007), il Premio Arte Mondadori — con una segnalazione nel 2007 e la vittoria della sezione scultura nel 2008 —, il Festival della Creatività di Firenze (2007) e Video Minuto presso il Museo Pecci di Prato (2008).
È presente in numerose fiere d’arte italiane e internazionale nel 2011 realizza la sua prima personale a Milano con Angel Art Gallery, seguita da una seconda personale nel 2012 con The White Gallery. Nello stesso anno risulta vincitore del Premio Ora, con selezione da parte della Gestaltgallery di Pietrasanta.
Specializzato in scultura, il lavoro di Cugnetto si distingue per una continua sperimentazione tra linguaggi e materiali, che lo ha portato a inserirsi con decisione nel panorama dell’arte contemporanea italiana.
A prima vista, le opere di Cugnetto presentano figure apparentemente semplici, tracciate con un segno quasi infantile, che catturano lo sguardo senza apparenti tensioni emotive. Tuttavia, queste forme conducono gradualmente in atmosfere opprimenti, rivelatrici di una condizione umana segnata da fragilità e incertezza. L’uomo - soggetto chiave delle opere di Cugnetto - viene inserito in spazi volutamente essenziali e rarefatti, costringendo l’osservatore a confrontarsi direttamente con la sua stessa dimensione emotiva, senza distrazioni. La riflessione dell’artista si
concentra sulle relazioni fondamentali che definiscono l’esistenza: vita, morte, natura e arte. Un intreccio di legami che spinge a considerare la fragilità di un mondo costruito, in cui l’essere umano diventa al contempo succube, costretto a rinunciare progressivamente alla propria identità e alla vera essenza della vita.
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Emilio Sgorbati
Nato ad Agazzano, in provincia di Piacenza, dove vive e lavora, Emilio Sgorbati è un artista dalla lunga e articolata carriera, segnato da numerose mostre personali e collettive e da importanti contributi critici.
Dopo gli studi all’Istituto d’Arte “Felice Gazzola”, ha esplorato diverse tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, sperimentando materiali come creta, ferro, legno e plexiglass. La sua ricerca si inserisce nel più ampio panorama contemporaneo, in dialogo con riferimenti culturali e artistici internazionali come la 60a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.
Partito da un primo periodo figurativo, Sgorbati si è progressivamente avvicinato al mondo delle Avanguardie Storiche, in particolare al Surrealismo, avviando una ricerca che lo ha condotto verso un linguaggio personale e immaginifico. Considerato oggi uno dei protagonisti del “Nuovo Surrealismo Padano”, crea opere che trasformano sogni, visioni e simboli in racconti pittorici sospesi tra realtà e finzione.
Nei suoi lavori più recenti, dominati da atmosfere oniriche e paradossi poetici, emergono personaggi e oggetti fantastici capaci di evocare mondi alternativi e stati d’animo intensi. Le sue opere si configurano così come autentici microcosmi narrativi, dove creatività e utopia si intrecciano dando forma a immagini di forte impatto visivo ed emozionale.


Sabrina Golin
Pittrice poliedrica, Sabrina Golin nasce nel 1970 a Johannesburg, in Sudafrica, da genitori italiani. Cresciuta tra cultura europea e suggestioni africane, frequenta scuole artistiche sviluppando fin da giovane una sensibilità creativa fuori dal comune.
Il suo percorso pittorico prende forma nel 1996, quando si dedica con passione alla pittura a olio, per poi evolversi negli anni in una ricerca personale e distintiva. Dal 2010, Sabrina dà pieno spazio alla propria immaginazione, dando vita a opere che raccontano un legame profondo con la terra d’origine.
L’Africa emerge con forza nei suoi lavori: animali iconici come leoni, ghepardi, zebre e tigri diventano simboli di appartenenza, libertà e memoria.
Accanto al mondo animale, Sabrina esplora anche la figura femminile: icone come Marilyn Monroe e affascinanti geishe prendono vita attraverso colori intensi e preziosi dettagli, in un dialogo continuo tra eleganza, luce e materia.
Elemento distintivo della sua produzione è l’utilizzo di materiali non convenzionali come vetro, acciaio e plexiglas nero, su cui interviene con una tecnica unica: ogni opera viene arricchita da miriadi di perline in pasta vitrea che amplificano luce, profondità e brillantezza, creando effetti visivi vibranti e dinamici.
PRESS
hanno scritto di lei:
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maria zaccagnini
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massimo basile
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etta scotti
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maria lucia feragutti
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dorian curriel
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alessandra salvagnini
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vitaliano compione
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carlo viggiano - presidente A.C.M
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andrea taietti - eco di bergamo (articolo nostro)
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Silvia Caimi
L’arte di Silvia Caimi rappresenta una sintesi raffinata tra rigore umanistico e slancio emotivo. Nata a Mantova, l'artista ha costruito il proprio bagaglio culturale attraverso studi profondi: laureata in Lettere con specializzazioni in arte bizantina, medievale e moderna, ha integrato questa formazione con un diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica e un Master alla IULM di Milano.
Questa solida base teorica si riflette in una ricerca pittorica metodica e colta, che ha portato le sue opere in contesti internazionali di prestigio, da Londra a New York, passando per le Biennali di Dubai e l'EXPO 2015, fino a ricevere la medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il suo modus operandi si distingue per una tecnica impeccabile che fonde la solidità del disegno con una sensibilità quasi scultorea.
Partendo dallo studio della figura umana, maschile e femminile, la Caimi ne modella i volumi con effetti plastici intensi, per poi superare il limite della pura figurazione. Il suo approccio è un passaggio alchemico dal solido al liquido: la materia sembra evaporare per lasciare spazio alla sensazione pura. Non si limita a ritrarre il corpo, ma lo "apre" per permettere all'opera di respirare, integrando elementi dell'informale e dell'astratto per esplorare l'invisibile.
Il significato profondo della sua arte risiede nell'indagine dell'esistenza umana intesa come presenza nello spazio-tempo. Silvia Caimi racconta la persona nel suo istante di dissolvimento, suggerendo che solo attraverso il silenzio e la mancanza si possa raggiungere una conversazione autentica con l'osservatore.
La sua pittura invita a un'esperienza multisensoriale e viscerale, dove l'incanto dell'arte diventa uno strumento per penetrare i misteri dell'indagine interiore e della suggestione contemporanea.
